Un gruppo di ricerca dell'Università di Amsterdam ha prodotto un
work paper in seguito agli studi da loro fatti sulla
possibilità che i
tag RFID possano ospitare e diffondere virus.
I ricercatori hanno tentato di infettare un chip
radio frequency identity - RFID con un virus.
L'esperimento portato avanti dall'Università aveva il fine di dimostrare come
nonostante la ridotta capacità di memoria presente
nei chip RFID questi possono essere vulnerabili agli attacchi.
Secondo il paper un
chip RFID infetto può danneggiare il database che processa le informazioni provenienti dal chip.
Quindi si è giunti alla conclusione che fino a questo momento è stato sbagliato pensare che lo
scanning mediante tag
RFID non potesse modificare il software di back-end. Inoltre è stato concluso che un
virus presente in un tag RFID potrebbe facilmente
diffondersi ad altri tags.
Sophos, una famosa compagnia antivirus britannica, ha preso le distanze da questo paper sostenendo invece che
i virus non
possono diffondersi attraverso attraverso i tag RFID.
Sophos ha continuato sostenendo che la teoria sulla quale si basa il paper è piena di assunzioni tutte da dimostrare e che al momento non sono
state rilevate vulnerabilità sui sistemi RFID reali.
Sempre secondo la compagnia antivirus i ricercatori avrebbero costruito un sistema vulnerabile ai loro virus.